Pubblichiamo la versione più recente del testo della proposta di legge sullo spettacolo dal vivo.

Con la presentazione della ricerca di StageUp – Sport & Leisure Business dal titolo “Cultura e Spettacolo a Bologna, dinamiche economiche”, Legacoop Bologna prosegue il percorso iniziato nei mesi scorsi con Convegni “Vene Creative” e “Circolazione di idee”. Obiettivi di questo percorso sono l’elaborazione il confronto sulle opportunità che la cultura rappresenta come fattore strategico per il futuro della città. La ricchezza produttiva di Bologna e provincia la pone ai primi posti per quanto riguarda la spesa pro capite per la cultura da parte dei cittadini e per l’offerta culturale. Inoltre, a livello nazionale, Bologna si colloca subito dopo Milano e Roma nella percezione di attrattività da parte dei professionisti della produzione culturale e dei creativi. La cultura rappresenta dunque una connotazione forte del territorio bolognese e la ricerca svolta sull’analisi di offerta, domanda e spesa per gli eventi culturali e spettacolo nella provincia di Bologna offre nuovi e interessanti stimoli di riflessione.
4 novembre 2009
Bologna – Cappella Farnese – Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore, 6
10,30 – 13,30
Apertura dei lavori
Nicoletta Mantovani
Assessore alle Politiche per la Promozione Culturale ed Artistica e Politiche per i Giovani del Comune di Bologna
Relazioni introduttive
Ethel Frasinetti
Direttore Legacoop Bologna
Giovanni Palazzi
Presidente StageUp Sport & Leisure Business
Presentazione della ricerca
“Cultura e spettacolo a Bologna, dinamiche economiche”
Tavola rotonda
Roberto Calari
Responsabile Cultura e rapporti con l’Università di Legacoop Bologna
Alberto Ronchi
Assessore Cultura, Sport e Progetto Giovani della Regione Emilia-Romagna
Nicoletta Mantovani
Assessore alla Promozione Culturale ed Artistica del Comune di Bologna
Maura Pozzati
Assessore alla Cultura della Provincia di Bologna
Luciano Sita
Assessore alle Attività produttive, Turismo, Città storica, Patrimonio
artistico e culturale del Comune di Bologna
Moderatore
Cesare Sughi
Giornalista e scrittore
http://www.facebook.com/event.php?eid=184750730933
di Maurizio Roi
Il ministro Brunetta ha nuovamente conquistato le pagine dei giornali accusando i cineasti, gli attori, lo spettacolo italiano di essere privilegiati nullafacenti sostenuti dallo stato, invitando il Ministro Bondi a tagliare ancora di più il Fus e gli artisti ad andare a lavorare.
Tralascio di citare le solite accuse alla sinistra e mi limito ad un suggerimento ai liberali alla cui categoria Brunetta s’iscrive e uno a tutti noi. A chi in Italia si considera liberale suggerisco di diffidare Brunetta dal vantarsi di esserlo: non appartiene a quella genia la volgarità gratuita, la grossolanità, la bassezza dell’ingiuria che contraddistingue il linguaggio del ministro. A tutti noi consiglio di non cadere nel suo gioco di coprire con la demagogia ideologica l’impotenza politica.
Il problema di Brunetta è che non conta nulla, e io suggerisco di chiedergli semplicemente di essere coerente. Tagli il Fus, lo faccia. Dimostri di valere: licenzi tutti gli orchestrali delle fondazioni liriche, lo imponga al governo - lui siede nel consiglio dei ministri – oppure si dimetta per manifesta illiberalità del ministro Bondi e del suo governo.
Almeno così protesteremo contro un uomo politico, e non contro un uomo di spettacolo. Meglio, d’avanspettacolo.
da Il Giornale dello Spettacolo, 1 settembre 2009
di ROBERTA ROMEI
Tutti l’hanno saputo leggendo i giornali dei primi giorni di agosto, e tutti ora si chiedono: ma siamo sicuri? è vero che “Berlusconi d’accordo con Tremonti il 31 luglio ha adottato un decreto che assegna a favore dello spettacolo 60 milioni di euro, da dividere secondo le esigenze del settore”? (citiamo dal comunicato stampa del ministero delle Attività Culturali). Il ministro Bondi, diffondendo la notizia, si è affrettato a ringraziare sentitamente i capigruppo e parlamentari di maggioranza e opposizione per il sostegno ricevuto ed ha espresso la propria gratitudine al presidente del consiglio, al ministro Tremonti e in particolare al sottosegretario di Stato, Gianni Letta, che ha reso disponibili le risorse necessarie attingendole dal fondo della presidenza del consiglio per le emergenze. Bene, ma vederlo nero su bianco, dicono gli operatori che per mesi hanno fatto sentire le loro proteste per il taglio del Fus, sarebbe meglio. In attesa della prova indiscutibile e tangibile della “generosità” del governo, ecco le reazioni di alcuni autorevoli rappresentanti di settori dello spettacolo dal vivo. continua »
Legacoop Bologna, socia di Ater, ha avviato nei mesi scorsi un’importante riflessione sui temi dello sviluppo di Bologna declinandolo, con l’aiuto della creatività dell’architetto Mario Cucinella, con una prima visione di come Bologna potrà cambiare nei prossimi anni in alcune sue importanti aree se la cultura, la creatività, la sostenibilità saranno al centro di questo nuovo sviluppo.
Forum Cultura vi offre l’opportunità di visionare e approfondire e commentare questo percorso grazie ai filmati della serata “Vene Creative”, promossa da legacoop in Sala Borsa a Bologna il 21 aprile 2009.

In particolare, poi, vi segnaliamo il Convegno che ne è seguito il 21 maggio, sempre in Sala Borsa, “Circolazione di idee”: in video l’introduzione di Gianpiero Calzolari (1) (2) e gli interventi di Paolo Cacchioli (1) (2), Marco Cammelli (1) (2), Annalisa Cicerchia (1) (2), Giulietta Fara (1) (2), Oscar Cosulich, Mauro Felicori (1) (2), Bruno Filetti, Pietro Floridia (1) (2), Patrizia Ghedini (1) (2), Francesca Leon (1) (2) (3), Gianfranco Maraniello (1) (2), Paola Monari (1) (2), Stefano Casi, Giovanni Palazzi (1) (2), Oderso Rubini (1) (2), Giovanni Serrazanetti (1) (2), Antonio Taormina (1) (2), Stefano Tassinari (1) (2), Paolo Trevisani (1) (2), Emilio Varrà, Andrea Maulini, Fabiana Vidoz (1) (2); infine le conclusioni di Roberto Calari (1) (2). continua »
“Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il Capo dello Stato, pur consapevole dei limiti che segnano i suoi compiti e doveri istituzionali, richiama il convincimento espresso in diverse occasioni che “occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell’arte italiana”. In particolare, sull’”allarme per lo stato dello spettacolo” e “sulla riduzione dei finanziamenti per il FUS”, il Presidente scrive: “Al di là dell’esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori”. Per il Capo dello Stato è “decisivo il più vasto chiarimento sulle priorità cui ancorare la spesa pubblica”. In questo senso ha assicurato “convinto invito alla riflessione e a ogni possibile ripensamento”.
di Graziella Bertani
Citato anche sul nostro sito, lo scorso 10 giugno, a Roma, alla Casa del Cinema, si è svolto il Convegno Lavorare oggi nella Cultura e nello Spettacolo – Emergenza Occupazione, organizzato dalla CGIL, che ha visto le conclusioni di Guglielmo Epifani.
Il tema ci ha indotti a porre alcune domande a Silvano Conti, coordinatore nazionale Cultura e Spettacolo della CGIL. continua »
L’AGIS ha diffuso il seguente comunicato:
L’industria dello spettacolo esclusa dai provvedimenti anticrisi. Mobilitazione del settore
Mentre si accinge ad ospitare il G8, presentando l’Italia come il paese della cultura e dell’arte, il Governo assesta un colpo micidiale alla cultura e all’arte italiane. E’ questa la denuncia di Agis, Anica, Anac, 100Autori che evidenziano che il Consiglio dei Ministri si è rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fus, Fondo unico dello spettacolo, che avrebbe consentito una sopravvivenza minima delle attività culturali (teatro, cinema, danza, opera, musica, circhi e spettacoli viaggianti), pur restando l’investimento pubblico complessivo dell’Italia il più basso fra quelli dei paesi sviluppati. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e creazione, cruciale in una società avanzata, ma persino il fondamentale rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200 mila lavoratori del settore.
Il quadro che emerge dal convegno di Roma della Cgil (riportiamo qui di seguito la nota ANSA) è particolarmente preoccupante, proprio per l’accento che gli organizzatori pongono sugli inevitabili riflessi occupazionali che la crisi del settore finirà per avere. Strategico, come da tempo è chiaro, il rapporto fra industria culturale e turismo, ma necessari anche il rifinanziamento e la ridefinizione del FUS. continua »
La campagna lanciata dalla rassegna “Politicamente Scorretto” chiede che vengano restituiti alle città e ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura. L’appello, scritto da Carlo Lucarelli, sta ricevendo centinaia di sottoscrizioni, molte delle quali dal mondo della cultura. continua »