“Musicisti senza frontiere”, un’iniziativa che merita sostegno

Pubblicato il 21 maggio 2009 da ater

Il logo di Musicisti senza frontiere

Nasce in Italia un nuovo “movimento”, Musicisti senza frontiere, impegnato nel diffondere, attraverso la musica, la cultura dei diritti umani. Ad accoglierne la presentazione ufficiale, il Senatore Pietro Marcenaro – Presidente della Commissione Straordinaria per i Diritti Umani del Senato – che ha introdotto il 20 maggio a Roma gli interventi di alcuni tra i promotori del movimento, quali Shizuo Matsumoto, docente di Human Rights presso la Ryukoku University di Shiga in Giappone, Alessio Allegrini, primo corno della Lucerne Festival Orchestra, dell’Orchestra Mozart e della Accademia Nazionale di Santa, Ramzi Aburedwan, viola della West Eastern Divan Orchestra e presidente della Associazione Al Kamandjati di Ramallah, Johanee Jesus Gonzalez Seijas, primo contrabbasso dell’Orchestra Mozart di Bologna e il critico musicale Guido Barbieri.

Tra gli “effetti collaterali” della crisi economica mondiale ce n’è uno quasi invisibile, di cui nessuno parla: in tutti i “mondi”, dal primo all’ultimo, la povertà crescente e l’incertezza del futuro stanno minacciando uno dei beni preziosi che l’umanità ha coltivato negli ultimi sessant’anni: i diritti umani. Il diritto alla casa, al lavoro, al salario, al cibo, all’acqua, alla libertà di espressione e di movimento, alla giustizia, all’assistenza sanitaria e all’istruzione, ossia i “diritti fondamentali dell’uomo” riconosciuti dalle Nazioni Unite nel 1948, sono sempre meno riconosciuti e sempre più negati.

Che cosa possono fare la società civile e il mondo della cultura per reagire a questo inaccettabile stato di cose? Un gruppo di musicisti italiani e stranieri ha deciso di alzare la testa, di dire “no” e di mettere lo straordinario potere testimoniale della “musica d’arte” al servizio della difesa dei diritti umani.

Nei mesi scorsi otto associazioni musicali presenti in molte parti del mondo (Italia, Giappone, Venezuela, Palestina, Francia, Slovacchia, Svizzera) hanno fondato un movimento di idee, libero e autogestito, che ha voluto darsi il nome di “Musicisti senza frontiere”. Al movimento hanno già aderito decine di musicisti appartenenti ad alcune delle maggiori orchestre internazionali: l’Orchestra del Festival di Lucerna, la West Eastern Divan Orchestra, l’Orchestra Simon Bolivar di Caracas, i Berliner Philharmoniker, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Mozart di Bologna, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia, le Orchestre del Teatro la Fenice di Venezia, del Teatro Lirico di Cagliari e dell’Arena di Verona, la Human Rights Orchestra in Japan.

E del “comitato d’onore” del movimento fanno già parte alcuni interpreti e compositori conosciuti in tutto il mondo: Claudio Abbado, Antonio Abreu, Martha Argerich, Daniel Barenboim, Giorgio Battistelli, Hélène Grimaud, Julian Fifer e Diego Matheuz.

In seno al movimento si è costituita di recente una orchestra, la Human Rights Orchestra, lo strumento concreto di intervento nelle campagne per l’affermazione e la difesa dei diritti umani. E’ una orchestra diversa da tutte le altre: senza direttore stabile, senza elementi fissi, formata da tutti i musicisti che, in modo volontario e gratuito, sentono il bisogno di mettere il privilegio del proprio sapere al servizio di chi non gode di alcun privilegio.

Questo sito aderisce all’iniziativa ed esprime il suo plauso e il suo pieno appoggio all’idea e allo spirito che la anima.

Il sito di “Musicisti senza frontiere”

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