Il Ministro Brunetta e lo spettacolo

Pubblicato il 18 settembre 2009 da ater

di Maurizio Roi

Il ministro Brunetta ha nuovamente conquistato le pagine dei giornali accusando i cineasti, gli attori, lo spettacolo italiano di essere privilegiati nullafacenti sostenuti dallo stato, invitando il Ministro Bondi a tagliare ancora di più il Fus e gli artisti ad andare a lavorare.

Tralascio di citare le solite accuse alla sinistra e mi limito ad un suggerimento ai liberali alla cui categoria Brunetta s’iscrive e uno a tutti noi. A chi in Italia si considera liberale suggerisco di diffidare Brunetta dal vantarsi di esserlo: non appartiene a quella genia la volgarità gratuita, la grossolanità, la bassezza dell’ingiuria che contraddistingue il linguaggio del ministro. A tutti noi consiglio di non cadere nel suo gioco di coprire con la demagogia ideologica l’impotenza politica.

Il problema di Brunetta è che non conta nulla, e io suggerisco di chiedergli semplicemente di essere coerente. Tagli il Fus, lo faccia. Dimostri di valere: licenzi tutti gli orchestrali delle fondazioni liriche, lo imponga al governo - lui siede nel consiglio dei ministri – oppure si dimetta per manifesta illiberalità del ministro Bondi e del suo governo.

Almeno così protesteremo contro un uomo politico, e non contro un uomo di spettacolo. Meglio, d’avanspettacolo.

  • Egregio Roi, anzitutto complimenti vivissimi per l’iniziativa del Vostro sito, che andremo presto al linkare al nostro. Un sito che teorizza la necessità di “conoscere per deliberare” (secondo la inascoltata lezione di Einaudi) è musica per le nostre orecchie! In materia di “cultura”, in Italia, si continua a “dare i numeri”. Anche in sede di Osservatorio dello Spettacolo… In relazione alle tematiche di cui al Suo ultimo intervento (e di altri ad esso connesso), mi permetto segnalarLe l’editoriale che ho pubblicato nell’ultima edizione del mensile del gruppo Il Sole-24 Ore “Millecanali”, riportato anche nello stimolante sito web di Beppe Lopez:

    http://www.infodem.it/fatti.asp?id=2727

    Le segnalo anche, in argomento, il “post” che ho scritto oggi sul sito del gruppo editoriale e-duesse, in relazione ad una sotita di Cicutto (Presidente di Cinecittà Holding). Con preghiera di lettura:

    http://www.e-duesse.it/News/Cinema/Cicutto-per-il-cinema-ci-vuole-un-sistema-di-autofinanziamento

    A proposito dei finanziamenti pubblici al cinema…

    Lunedì, 21 Settembre 2009 16:45:18

    Angelo Zaccone Teodosi

    Caro Roberto, ancora una volta, una tesi, interessante e forse anche valida, che non ha nessuna chance di concretizzarsi, come ha ironicamente evidenziato Alberto Pasquale nel suo “post”. Suvvia, ma dove eri tu quando al governo c’era il centro-sinistra?! La famigerata “tassa di scopo”, tanto voluta dal buon Colasio, è stata una chimera, ed ora ci ritroviamo Brunetta e Tremonti che picconano senza pietà, e Bondi rassicura e sorride, spacciando un tax shelter ed un tax credit ancora virtuali come la panacea per i mali del cinema italico. Nel mentre, Carlucci dichiara al “Giornale dello Spettacolo” che la nuova legge sullo spettacolo dal vivo è imminente. Che i fondi per lo spettacolo siano stati oggetto anche di mala gestione è un dato di fatto, e mai è stata fatta chiarezza, a fondo, come sarebbe stato opportuno. Questa assenza di analisi approfondite consente ora alla destra di sparare nel mucchio (si vedano i novelli attacchi di Feltri tornato a “il Giornale”), mentre la sinistra è tutta presa da altre priorità, identitarie, nelle quali la “politica culturale e mediale” non sono certo al primo punto dell’ordine del giorno (e De Biasi sembra peraltro tanto contenta del lavorio “bi-partisan” con Carlucci e Barbareschi…). E’ indegno di un governo nazionale, sia esso a guida Urbani o Bondi ovvero Veltroni o Melandri, aver tagliato il Fondo Unico per lo Spettacolo, nel corso degli anni. La dotazione reale del Fus corrisponde a quasi la metà di quella del 1985, anno di istituzione del fondo: i 441 milioni del Fus del 2007 sono il 44 % in meno del fondo dell’anno 1985. Questo è lo scandalo primario. Poi, viene la gestione inefficiente ed inefficace, del Fus. Ma, francamente, ipotizzare, nell’attuale contesto politico, “tasse” e “prelievi”, è semplicemente ingenuo, impraticabile. Il Fus deve essere finanziato dallo Stato, con una legge pluriennale che gli dia stabilità di lungo periodo. E deve essere gestito con criteri trasparenti e tecnocratici. Piuttosto, mi domando (ti domando), in questo scenario, che futuro prevedi per la Cinecittà che ti è stata affidata da Bondi qualche mese fa… Grazie per l’attenzione. Un saluto a tutti i lettori della sempre informata newsletter del gruppo e-duesse. Cordialità. Angelo Zaccone Teodosi (Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult) 21 settembre 2009 – http://www.isicult.it

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