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	<title>Forum Cultura &#187; Ultimi articoli</title>
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		<title>Proposta di legge sullo spettacolo dal vivo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 16:33:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la versione più recente del testo della proposta di legge sullo spettacolo dal vivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo <a href="http://ater.regione.emilia-romagna.it/wcm/ater/pagine/allegati/leggequadro.pdf"><strong>la versione più recente del testo della proposta di legge sullo spettacolo dal vivo</strong></a>.</p>
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		<title>“Opera aperta&#8221; &#8211; 4 novembre 2009 &#8211; Bologna &#8211; Cappella Farnese</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[    Con la presentazione della ricerca di StageUp – Sport &#38; Leisure Business dal titolo “Cultura e Spettacolo a Bologna, dinamiche economiche”, Legacoop Bologna prosegue il percorso iniziato nei mesi scorsi con  Convegni “Vene  Creative”  e  “Circolazione  di  idee”. Obiettivi  di  questo  percorso sono l’elaborazione il confronto  sulle opportunità che  la cultura  rappresenta come  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-495  aligncenter" title="convegnolega20091104" src="http://www.forumcultura.it/wp-content/uploads/2009/10/convegnolega200911041.jpg" alt="convegnolega20091104" width="367" height="119" /></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">Con la presentazione della ricerca di <em>StageUp – Sport &amp; Leisure Business</em> dal titolo <strong>“Cultura e Spettacolo a Bologna, dinamiche economiche”</strong>, Legacoop Bologna prosegue il percorso iniziato nei mesi scorsi con  Convegni <em>“Vene  Creative”</em>  e <em> “Circolazione  di  idee”</em>. Obiettivi  di  questo  percorso sono l’elaborazione il confronto  sulle opportunità che  la cultura  rappresenta come  fattore  strategico per  il  futuro della città.  La  ricchezza  produttiva di  Bologna  e  provincia  la  pone  ai  primi  posti  per  quanto riguarda  la  spesa pro capite per la cultura da parte dei cittadini e per l’offerta culturale. Inoltre, a livello nazionale,  Bologna si colloca subito dopo Milano e Roma nella percezione di attrattività da parte dei professionisti della  produzione  culturale e dei creativi.  La  cultura  rappresenta  dunque  una  connotazione  forte del territorio bolognese e la ricerca svolta sull’analisi di offerta, domanda e spesa per gli eventi culturali e spettacolo nella provincia di Bologna offre nuovi e interessanti stimoli di riflessione.</p>
<p><strong>4 novembre 2009<br />
Bologna &#8211; Cappella Farnese &#8211; </strong>Palazzo d&#8217;Accursio, Piazza Maggiore, 6<br />
<em>10,30 &#8211; 13,30</em></p>
<p><em>Apertura dei lavori<br />
</em><strong>Nicoletta Mantovani<br />
</strong>Assessore alle Politiche per la Promozione Culturale  ed Artistica e Politiche per i Giovani del Comune di Bologna</p>
<p><em>Relazioni introduttive<br />
</em><strong>Ethel Frasinetti<br />
</strong>Direttore Legacoop Bologna</p>
<p><strong>Giovanni Palazzi<br />
</strong>Presidente StageUp Sport &amp; Leisure Business<br />
Presentazione della ricerca<br />
“Cultura e spettacolo a Bologna, dinamiche  economiche”</p>
<p><em>Tavola rotonda<br />
</em><strong>Roberto Calari<br />
</strong>Responsabile Cultura  e rapporti con l’Università  di Legacoop Bologna</p>
<p><strong>Alberto Ronchi<br />
</strong>Assessore Cultura, Sport e Progetto Giovani della Regione Emilia-Romagna</p>
<p><strong>Nicoletta Mantovani<br />
</strong>Assessore alla Promozione Culturale ed Artistica del Comune di Bologna</p>
<p><strong>Maura Pozzati<br />
</strong>Assessore alla Cultura della Provincia di Bologna</p>
<p><strong>Luciano Sita<br />
</strong>Assessore alle Attività produttive, Turismo, Città storica, Patrimonio<br />
artistico e culturale del Comune di Bologna</p>
<p><em>Moderatore<br />
</em><strong>Cesare Sughi<br />
</strong>Giornalista e scrittore</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=184750730933">http://www.facebook.com/event.php?eid=184750730933</a></p>
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		<title>Il Ministro Brunetta e lo spettacolo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 08:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio roi]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Maurizio Roi Il ministro Brunetta ha nuovamente conquistato le pagine dei giornali accusando i cineasti, gli attori, lo spettacolo italiano di essere privilegiati nullafacenti sostenuti dallo stato, invitando il Ministro Bondi a tagliare ancora di più il Fus e gli artisti ad andare a lavorare. Tralascio di citare le solite accuse alla sinistra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Maurizio Roi</em></p>
<p>Il ministro Brunetta ha nuovamente conquistato le pagine dei giornali accusando i cineasti, gli attori, lo spettacolo italiano di essere privilegiati nullafacenti sostenuti dallo stato, invitando il Ministro Bondi a tagliare ancora di più il Fus e gli artisti ad andare a lavorare.</p>
<p>Tralascio di citare le solite accuse alla sinistra e mi limito ad un suggerimento ai liberali alla cui categoria Brunetta s’iscrive e uno a tutti noi. A chi in Italia si considera liberale suggerisco di diffidare Brunetta dal vantarsi di esserlo: non appartiene a quella genia la volgarità gratuita, la grossolanità, la bassezza dell’ingiuria che contraddistingue il linguaggio del ministro. A tutti noi consiglio di non cadere nel suo gioco di coprire con la demagogia ideologica l’impotenza politica.</p>
<p>Il problema di Brunetta è che non conta nulla, e io suggerisco di chiedergli semplicemente di essere coerente. Tagli il Fus, lo faccia. Dimostri di valere: licenzi tutti gli orchestrali delle fondazioni liriche, lo imponga al governo - lui siede nel consiglio dei ministri &#8211; oppure si dimetta per manifesta illiberalità del ministro Bondi e del suo governo.</p>
<p>Almeno così protesteremo contro un uomo politico, e non contro un uomo di spettacolo. Meglio, d’avanspettacolo.</p>
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		<title>Bene, ma i problemi restano</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 13:41:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[da Il Giornale dello Spettacolo, 1 settembre 2009 di ROBERTA ROMEI Tutti l’hanno saputo leggendo i giornali dei primi giorni di agosto, e tutti ora si chiedono: ma siamo sicuri? è vero che “Berlusconi d’accordo con Tremonti il 31 luglio ha adottato un decreto che assegna a favore dello spettacolo 60 milioni di euro, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <strong>Il Giornale dello Spettacolo</strong>, <em>1 settembre 2009</em></p>
<p>di ROBERTA ROMEI</p>
<p>Tutti l’hanno saputo leggendo i giornali dei primi giorni di agosto, e tutti ora si chiedono: ma siamo sicuri? è vero che “Berlusconi d’accordo con Tremonti il 31 luglio ha adottato un decreto che assegna a favore dello spettacolo 60 milioni di euro, da dividere secondo le esigenze del settore”? (citiamo dal comunicato stampa del ministero delle Attività Culturali). Il ministro Bondi, diffondendo la notizia, si è affrettato a ringraziare sentitamente i capigruppo e parlamentari di maggioranza e opposizione per il sostegno ricevuto ed ha espresso la propria gratitudine al presidente del consiglio, al ministro Tremonti e in particolare al sottosegretario di Stato, Gianni Letta, che ha reso disponibili le risorse necessarie attingendole dal fondo della presidenza del consiglio per le emergenze. Bene, ma vederlo nero su bianco, dicono gli operatori  che per mesi hanno fatto sentire le loro proteste per il taglio del Fus, sarebbe meglio. In attesa della prova indiscutibile e tangibile della “generosità” del governo, ecco le reazioni di alcuni autorevoli rappresentanti di settori dello spettacolo dal vivo.<span id="more-480"></span> </p>
<p>Roberto Toni, presidente Antpi (teatro privato)</p>
<p>“Sono perplesso, totalmente perplesso sulla lettura di tutto il sistema. Con 60 milioni mettiamo una piccolissima toppa alla situazione del 2009, e la mettiamo anche tardivamente, a fine stagione, quando tutta l’attività è fatta o, comunque, definita per lo scorcio dell’anno. Una toppa tardiva, un pannicello caldo, che non risolve il problema di fondo: questo Paese ha voglia di investire nella cultura e nello spettacolo? Mi fa piacere, però, constatare che noi del settore spettacolo ancora una volta siamo riusciti a smuovere qualcosa, a sensibilizzare, ma nello stesso tempo amaramente sottolineo che la sensibilità toccata è assolutamente inadeguata allo stato di precarietà in cui  ci troviamo e in cui ci troveremo immediatamente dopo, perché risolvere un problema di cassa non significa risolvere il “Problema” in prospettiva. Come saranno ripartiti questi 60 milioni? Credo come in passato, 30 alla musica, 20 al cinema e 10 alla prosa. Ma tutto è in mano al ministro. L’ipotesi 30-20-10 poteva essere valida sull’integrazione del Fus, ma questi 60 milioni non sono un’integrazione, bensì un fuori sacco a disposizione del ministro Bondi che potrebbe pure decidere di darli tutti a un solo settore. Intanto la stagione nuova comincia all’insegna della riduzione di attività tra il 15 e il 20%, che registro ovunque, sia nella produzione che nella distribuzione. I comuni non hanno soldi, i soggetti produttori con l’aria che tira non aumentano, e così si riducono l’attività e  l’occupazione”.</p>
<p> </p>
<p>Carmelo Grassi, presidente Anart (attività teatrali regionali)</p>
<p>“E’ un parziale recupero, che arriva in ritardo e, quindi, non toglie nessuna delle preoccupazioni ad un settore già gravemente danneggiato dal taglio del Fus, che nelle produzioni ha creato grandissime difficoltà. I produttori sono stati spaventati dal taglio e si sono chiusi in difesa, non hanno rilanciato, ed il mercato esprime paura. Anche le amministrazioni locali, senza la certezza del Fus, si sono fermate. Siamo all’80%  dell’attività svolta per quest’anno e già si vedono gli effetti della paura e dell’incertezza. Ora arrivano 60 milioni, da non considerare un’integrazione. Non sappiamo come saranno distribuiti, mi auguro che finalmente paghino i “cattivi”, ammesso che ci siano. Le valutazioni sui contributi siano fatte in maniera molto più approfondita con verifica della qualità dei prodotti esaminati. Ci aspettiamo una maggiore selezione sulla qualità delle attività. Insomma, l’allarme continua, e la preoccupazione non ci abbandona. Anzi, se pensiamo al 2010, la previsione è tragica: si parlava addirittura di un Fus a 300 milioni!”.</p>
<p> </p>
<p>Maurizio Roi, vicepresidente Agis</p>
<p>“La pressione congiunta degli operatori, di artisti di grande valore e popolarità, delle organizzazioni di categoria, l’impegno bipartisan di molti parlamentari hanno portato dei risultati. Se il presidente del consiglio ad un anno dalla presentazione della Finanziaria e dopo  ripetuti no in Parlamento decide di utilizzare 60 milioni di euro per l’emergenza cultura, si deve riconoscere  che l’iniziativa di protesta ben organizzata, motivata e sostenuta ha obbligato il governo a fare marcia indietro e capire le ragioni dello spettacolo. Ciò detto, trovo che 60 milioni rappresentino il minimo per consentire di cucire la ferita che era stata creata dal taglio della Finanziaria. Ma sarebbe stato meglio integrare il Fus non con un fondo a parte, anche perché non conosciamo come saranno distribuiti questi 60 milioni. Comunque, restano insufficienti, e ha ragione il presidente dell’Agis quando insiste sulla necessità di 700 milioni per lo spettacolo. La costante riduzione dei fondi sta compromettendo l’attività dello spettacolo. Non vediamo teatri chiusi, ma sappiamo che si contrae il livello e si precarizza sempre di più, si impiegano, per esempio, meno attori per una commedia, si riduce il lavoro, i cartelloni sono più poveri &#8211; non di idee artistiche &#8211; e più faticosi. E siamo, non dimentichiamolo, in piena crisi economica che ha investito, come tutti sappiamo, ogni settore della società. Tutti hanno meno soldi, compresi gli enti locali, le fondazioni bancarie e il pubblico, al quale certo non possiamo presentare di questi tempi un biglietto a prezzo maggiorato. Aggiungo che alcuni argomenti troppo  spesso evidenziati, quali gli sprechi nello spettacolo e le regole del mercato, non stanno in  piedi. Il settore dello spettacolo ha una grande importanza per l’Italia, una grande valenza per la vita economica del Paese, ed è un diritto dei cittadini. Quindi, deve essere efficiente, ha l’obbligo di non fare sprechi, ma nel contempo deve essere adeguatamente sostenuto. Se il governo ritiene che ci siano sprechi intervenga, del resto ha le armi per farlo. Ma va precisato che nello spettacolo il problema non è rappresentato dagli sprechi o dall’attivazione delle regole del mercato, ma piuttosto dalla necessità di riforme &#8211; assolutamente urgenti -  e di denaro. Questo è un Paese in cui non ci sono i soldi per tenere aperti i teatri, o per produrre film, ma per i grandi eventi da spot i soldi si trovano sempre. Non ci sono fondi per far vivere le istituzioni, ma per i grandi eventi, che fanno fare bella figura a qualche direttore artistico o a qualche politico, il denaro  c’è sempre”.</p>
<p> </p>
<p>Alessandro Bisail, presidente Federmusica</p>
<p>“E’ una buona notizia l’arrivo di 60 milioni, ne vorrei saper di più e mi domando come saranno distribuiti. Mi auguro che siano ripartiti in modo equo e non vadano solo a  ripianare il disavanzo delle fondazioni liriche, a proposito delle quali il governo ha sempre detto che sarebbe intervenuto economicamente dopo la riforma, riforma da cui trarrebbe grande vantaggio tutto lo spettacolo. Ma non solo: è urgente anche la legge per lo spettacolo dal vivo, auspicata, secondo le promesse del governo, entro la fine di quest’anno La situazione è grave, non più sostenibile. In molti teatri vediamo riduzione di attività e di posti di lavoro, nel tentativo di limitare i danni ed evitare la chiusura, mentre si riducono sempre di più i contributi delle amministrazioni locali. Cominciamo a vedere alcuni minimi segnali di ripresa, ma le preoccupazioni per l’autunno rimangono tutte”.</p>
<p> </p>
<p>Francesca Bernabini, presidente Federdanza</p>
<p>“Ci speravo in un intervento economico aggiuntivo, ma vorrei vedere al più presto nero su bianco. Ancora di più spero nella legge quadro per lo spettacolo dal vivo che coinvolga tutte le istituzioni della Repubblica e dia agli operatori la garanzia di trasparenza a tutti i livelli. Intanto, attualmente tutte le attività sono strozzate da un gravissimo problema di liquidità con enormi difficoltà con le banche. Auspico che questi 60 milioni non vadano tutti alla lirica e che per la danza siano mantenute le promesse circa l’incremento dei fondi in presenza di un aumento di produttività. La danza aveva subìto un forte taglio nel 2009 rispetto al 2008, una cifra piccola per settori più forti di noi: un milione di euro. Noi abbiamo aumentato l’attività, abbiamo rispettato l’impegno ed ora ci aspettiamo che i nostri sforzi siano riconosciuti con un contributo di un milione e mezzo di euro”.</p>
<p> </p>
<p>Marco Tutino, presidente Anfols</p>
<p>“Non abbiamo comunicazione ufficiale sui 60 milioni, mi attengo a quello che leggo sulla stampa. Mi auguro che, se tutto quello che si sa e si sente dire è vero, il ministro segua il riparto Fus secondo delibera del 2009, con le percentuali già stabilite. Altrimenti si verificherebbero quelle spiacevoli situazioni già verificatesi in passato, quando si usarono somme più o meno ingenti per riparare guai  particolari. Oggi il guaio è generalizzato in forma grave, per cui è necessario usare un criterio equilibrato. I problemi e i rimedi, però, non sono solo economici. Per quanto riguarda l’Anfols, da tempo il governo dice che interverrà economicamente solo in presenza della riforma delle fondazioni, ma non mi aspetto che nella ripartizione dei 60 milioni non sia tenuta in considerazione anche la lirica. Credo, piuttosto, che insieme a questo parziale reintegro del Fus sia giusto aspettarsi un provvedimento legislativo, sia esso una riforma organica complessiva o un provvedimento solo per le fondazioni liriche. Noi stiamo procedendo con la nostra riforma: prima delle ferie, a fine luglio, abbiamo avuto un incontro sindacale molto utile con i sindacati, molto costruttivo, le posizioni e il clima denunciavano una certa disponibilità da parte dei sindacati ad un cambiamento  dei meccanismi produttivi: non si toccano gli stipendi, ma bisogna regolarli secondo un ritmo produttivo ed una riscrittura delle regole contrattuali che ci consentano di aumentare la produttività. Bisogna lavorare di più e meglio. Continuiamo a lavorare sulla riforma, avremo un altro incontro con i sindacati a ottobre, e prima, a settembre, avremo una riunione di sovrintendenti. Stiamo lavorando molto, alcuni punti già sono definiti, piani industriali, ipotesi di federazione, modalità produttive ed organizzative che si discostano fortemente dal passato, con strategie di consorzio delle fondazioni lirico-sinfoniche e di dislocamento delle funzioni produttive in modo da renderle comuni, con servizi condivisi che possano agire per più teatri. Lavoriamo su sistemi che sappiano organizzare e gestire coproduzioni. Vorremmo, a questo punto, che il governo si palesasse come nostro reale interlocutore”.</p>
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		<title>&#8220;La cultura per lo sviluppo del territorio bolognese&#8221; &#8211; Convegno promosso da Legacoop</title>
		<link>http://www.forumcultura.it/2009/07/31/la-cultura-per-lo-sviluppo-del-territorio-bolognese-convegno-promosso-da-legacoop/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 07:40:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Legacoop Bologna, socia di Ater, ha avviato nei mesi scorsi un’importante riflessione sui temi dello sviluppo di Bologna declinandolo, con l’aiuto della creatività dell’architetto Mario Cucinella, con una prima visione di come Bologna potrà cambiare nei prossimi anni in alcune sue importanti aree se la cultura, la creatività, la sostenibilità saranno al centro di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Legacoop Bologna, socia di Ater, ha avviato nei mesi scorsi un’importante riflessione sui temi dello sviluppo di Bologna declinandolo, con l’aiuto della creatività dell’architetto Mario Cucinella, con una prima visione di come Bologna potrà cambiare nei prossimi anni in alcune sue importanti aree se la cultura, la creatività, la sostenibilità saranno al centro di questo nuovo sviluppo.</p>
<p>Forum Cultura vi offre l’opportunità di visionare e approfondire e commentare questo percorso grazie ai <a href="http://www.venecreative.it/video.html"><strong>filmati della serata “Vene Creative”</strong></a>, promossa da legacoop in Sala Borsa a Bologna il 21 aprile 2009.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><img class="size-thumbnail wp-image-464  aligncenter" title="logoconvegnolegacoop" src="http://www.forumcultura.it/wp-content/uploads/2009/07/logoconvegnolegacoop1-150x150.jpg" alt="logoconvegnolegacoop" width="150" height="150" /></p>
<p>In particolare, poi, vi segnaliamo il Convegno che ne è seguito il 21 maggio, sempre in Sala Borsa, “Circolazione di idee”: <strong>in video</strong> l’introduzione di Gianpiero Calzolari (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rp5UorjFcQI&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vs1r4DobUDY&amp;feature=player_profilepage">2</a>) e gli interventi di Paolo Cacchioli (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hJIcMeGWbWI&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=5xKNsd16O1A&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Marco Cammelli (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zwddDqHjMBI&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=DjEYsuwsNxk&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Annalisa Cicerchia (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4RtKgmNZl2c&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jy7xjCR6Eq4&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Giulietta Fara (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ePFPTe9P5M4&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vbXBBET-kA8&amp;feature=player_profilepage">2</a>), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qc-crFuNxoo&amp;feature=player_profilepage">Oscar Cosulich</a>, Mauro Felicori (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=uzbIRx6jUD0&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=e5im8G18YGM&amp;feature=player_profilepage">2</a>), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4if2ynSDkGQ&amp;feature=player_profilepage">Bruno Filetti</a>, Pietro Floridia (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ljMboYIeDHk&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ifcJ37eYMMY&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Patrizia Ghedini (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=jvcKrlnVAVw&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=NierDhjqqF4&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Francesca Leon (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UwJWdWcLwxM&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=NoPcIL3U36I&amp;feature=player_profilepage">2</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rK3hj53OvXs&amp;feature=player_profilepage">3</a>), Gianfranco Maraniello (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=exu9PbUbA2g&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wb1APpKF5Kg&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Paola Monari (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=KXPLqxGrYRw&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wT9NPIH1Bm8&amp;feature=player_profilepage">2</a>), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vOrfwvjwbkI&amp;feature=player_profilepage">Stefano Casi</a>, Giovanni Palazzi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=WBZmNGRVMc8&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vi66N124OBk&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Oderso Rubini (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=xdBETjSPlpY&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=clDSmMSPL5c&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Giovanni Serrazanetti (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0bc_6nkI7IA&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=runErb2ZfqY&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Antonio Taormina (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=WIc_5T_M_As&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_pZnUz82By4&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Stefano Tassinari (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=U-LDK8CPYLE&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SxbCt520YG8&amp;feature=player_profilepage">2</a>), Paolo Trevisani (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=xgwoACjMjdM&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pn44qhPIkMk&amp;feature=player_profilepage">2</a>), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bvvSPlHsEw4&amp;feature=player_profilepage">Emilio Varrà</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xuxYdVcXDt8&amp;feature=player_profilepage">Andrea Maulini</a>, Fabiana Vidoz (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=56H9LxpnU3Y&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=DryFVq_qzTI&amp;feature=player_profilepage">2</a>); infine le conclusioni di Roberto Calari (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0yay3YPLyq0&amp;feature=player_profilepage">1</a>) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=M7FV9fV4LWM&amp;feature=player_profilepage">2</a>).<span id="more-442"></span></p>
<p>In questi interventi potrete cogliere un avvio di riflessione comune e alcune prime proposte sul come la cultura e la creatività possano sempre più rappresentare un grande patrimonio ed una concreta opportunità di sviluppo per il territorio bolognese. Un confronto ampio, aperto, critico oltreché propositivo, con alcune tra le principali realtà cittadine della produzione e promozione culturale, delle istituzioni culturali, delle amministrazioni locali, delle fondazioni bancarie, delle categorie economiche, dell’Università con l’obiettivo di individuare proposte condivise, di progettare azioni e strumenti di sistema e di rete per valorizzare e promuovere Bologna, a livello nazionale e internazionale, come centro di produzione culturale e per contribuire a definire una strategia per la cultura collegata ad un’idea di sviluppo sostenibile e solidale del territorio bolognese.</p>
<p>Un’elaborazione aperta e, speriamo, un utile “strumento di lavoro” comune per chi vorrà dire la propria e rapportare al proprio territorio alcuni degli stimoli e delle analisi che qui vengono proposti per Bologna.</p>
<p>Il tema delle città e del loro sviluppo futuro si fa, infatti, sempre più urgente di fronte alla crisi economica mondiale e ai complessi fenomeni sociali, culturali ed ambientali complessi che anche da essa derivano: proviamo a ragionare delle esperienze, delle ricerche, dei progetti in corso per cercare strade percorribili e condivise.</p>
<p>Da segnalare le due ricerche presentate al Convegno dal Consorzio Culturae, di cui Ater   è parte,  sul tema della percezione:</p>
<p>1)      da parte di un campione significativo di  cittadini bolognesi del progetto del Parco della creatività illustrata dall’Arch. Cucinella in Sala Borsa<br />
<a href="http://www.venecreative.it/ricerca_2.pdf"><strong>scarica il documento (.pdf &#8211; 1913 Kb)</strong></a></p>
<p>2)      da parte degli imprenditori del settore creativo e della produzione di contenuti e servizi per piattaforme digitali  del posizionamento percepito di Bologna  nel contesto nazionale della produzione culturale e della creativit<br />
<a href="http://www.venecreative.it/ricerca_1.pdf"><strong>scarica il documento (.pdf &#8211; 1817 Kb)</strong></a></p>
<p>Risultati sorprendenti  e meritevoli di riflessioni e commenti:  una percentuale altissima di cittadini condivide convinta mete il progetto di Parco della Creatività e della cultura fattore di sviluppo sostenibile per la Bologna del futuro;  i professionisti del settore considerano ancora Bologna una capitale della produzione culturale dopo Milano e Roma e, prima di Torino, sulla quale investire  anche in termine di sedi, competenze e progetti.</p>
<p>Da segnalare poi la ricerca realizzata da Marco Ruggeri  per legacoop  che mette in evidenza alcuni dati della domanda e dell’offerta culturale a Bologna  utili strumenti di analisi del contesto bolognese.</p>
<p>I video della serata in Sala Borsa promossa da Legacoop per presentare un’idea di sviluppo sostenibile di Bologna nei prossimi anni  propongono poi le suggestioni  affascinanti dell’architetto Mario Cucinella per una progettualità partecipata   in grado di coniugare  nuove infrastrutture e spazi per la produzione fruizione culturale con  lo sviluppo sostenibile del territorio.</p>
<p><a href="http://www.venecreative.it"><strong>www.venecreative.it</strong></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mVuPNOEWQ38&amp;feature=player_profilepage"><strong>Un filmato della serata &#8220;Vene creative&#8221; particolarmente interessante</strong></a></p>
<p><a title="leggi il report finale del gruppo di lavoro" href="http://www.forumcultura.it/wp-admin/report_calari.pdf"><strong>Gruppo di lavoro Cultura, Conoscenza, Creatività. Relazione di sintesi dei lavori a cura di Roberto Calari</strong></a></p>
<p><a href="http://www.venecreative.it/culturaperbologna_dati.pdf"><strong>L&#8217;offerta culturale a Bologna: alcuni dati</strong></a> (.pdf &#8211; 564 Kb)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Quirinale condivide le preoccupazioni rappresentate da parlamentari sul FUS</title>
		<link>http://www.forumcultura.it/2009/07/23/condivise-le-preoccupazioni-rappresentate-da-parlamentari-sul-fus/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 13:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graziella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>

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		<description><![CDATA["Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quirinale.it/">http://www.quirinale.it/</a></p>
<p>&#8220;Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate&#8221;. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il Capo dello Stato, pur consapevole dei limiti che segnano i suoi compiti e doveri istituzionali, richiama il convincimento espresso in diverse occasioni che &#8220;occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell&#8217;arte italiana&#8221;. In particolare, sull&#8217;&#8221;allarme per lo stato dello spettacolo&#8221; e &#8220;sulla riduzione dei finanziamenti per il FUS&#8221;, il Presidente scrive: &#8220;Al di là dell&#8217;esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori&#8221;. Per il Capo dello Stato è &#8220;decisivo il più vasto chiarimento sulle priorità cui ancorare la spesa pubblica&#8221;. In questo senso ha assicurato &#8220;convinto invito alla riflessione e a ogni possibile ripensamento&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Silvano Conti, coordinatore nazionale Cultura e Spettacolo CGIL</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Graziella Bertani   Citato anche sul nostro sito, lo scorso 10 giugno, a Roma, alla Casa del Cinema, si è svolto il Convegno Lavorare oggi nella Cultura e nello Spettacolo &#8211; Emergenza Occupazione, organizzato dalla CGIL, che ha visto le conclusioni di Guglielmo Epifani. Il tema ci ha indotti a porre alcune domande a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Graziella Bertani</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Citato anche sul nostro sito, lo scorso 10 giugno, a Roma, alla Casa del Cinema, si è svolto il Convegno <strong>Lavorare oggi nella Cultura e nello Spettacolo &#8211; Emergenza Occupazione,</strong> organizzato dalla CGIL, che ha visto le conclusioni di Guglielmo Epifani.</p>
<p>Il tema ci ha indotti a porre alcune domande a <strong>Silvano Conti</strong>, coordinatore nazionale Cultura e Spettacolo della CGIL.<span id="more-305"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa si intende col termine “occupazione” nella cultura e nello spettacolo? Che categorie include?</strong></p>
<p>Per produzione culturale e nello spettacolo s’intende un’occupazione prevalentemente intermittente o occasionale (circa 400.000 addetti, di cui solo 30.000 circa a tempo indeterminato) e include la prosa, la musica, la danza, il cinema, lo spettacolo viaggiante, i circhi e l’industria dell’intrattenimento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa rappresenta il lavoro nella cultura e nello spettacolo? Sono profili facilmente assimilabili ad altri settori produttivi?</strong></p>
<p>No. Non sono assimilabili. Il concetto è che il lavoro, nella fattispecie delle figure artistiche, è il prodotto e il produttore di sé.</p>
<p>L’occupazione, in questo settore, rappresenta una composizione in un unicum di eccellenze non facilmente riproducibili. Ecco perché non si capisce l’accanimento di questo Governo, di questo Ministero contro il mondo del lavoro. Un esempio: tagli del 35% all’intervento delle risorse pubbliche e ulteriori tagli alle Regioni e alle altre Amministrazioni nell’ordine del 40% quando, di converso, tutti i paesi europei non solo investono fortemente risorse in termini anticiclici nella produzione culturale e nella creatività. Col nostro 0,16-0,20 % del PIL noi siamo buoni ultimi.</p>
<p> </p>
<p><strong>Come mai il comparto cultura e spettacolo da sempre costituisce una cosiddetta “fascia debole”? Perché? Forse anche per una mancata interazione con altri settori oppure per la sua eccessiva frammentazione?</strong></p>
<p>Perché manca una figura giuridica, una rete legislativo-protettiva per le figure artistiche (come, invece, avviene in Francia). Qui persiste un approccio generale che vede queste attività non come una professione ma come un divertimento, che implica molta applicazione sì, ma come un divertimento, non come professione.</p>
<p>Naturalmente anche la frammentazione contribuisce a questo stato. Ecco perché noi riteniamo che sarebbe veramente importante un profilo contrattuale che ricomponesse in grandi aggregati i contratti (musica, prosa e cinema).</p>
<p>La legge 163, che istituisce il FUS (Fondo Unico dello Spettacolo), doveva essere accompagnata da riforme settoriali mai avviate e <strong>da finanziamenti decentrati</strong> (Regioni, Province, Comuni).</p>
<p>In carenza di criteri nell’erogazione siamo senza certezze.</p>
<p>Giudichiamo positivamente gli sforzi e i criteri e i parametri ai quali stanno lavorando le Regioni, ma in tema di risorse, alla luce della riforma del titolo V della Costituzione, manca  una legge di sistema.</p>
<p>Noi insistiamo che nelle nuove leggi di sistema, sia per lo spettacolo dal vivo che per il cinema, intervengano leve fiscali premianti per chi investe in cultura.</p>
<p>Siamo anche ben lontani dai consistenti finanziamenti dei privati.</p>
<p>Richiediamo inoltre l’applicazione della tax-credit, già applicata al cinema, anche per lo spettacolo dal vivo.</p>
<p> </p>
<p><strong>Che cosa incide maggiormente sulla qualità di uno spettacolo: la sensibilità, la competenza di chi ci lavora quotidianamente in perfetta sinergia con la parte creativa oppure la presenza di personaggi di chiara fama anche se talvolta avulsi dal contesto all’interno del quale sono chiamati ad agire?</strong></p>
<p>L’uno e l’altro. Noi abbiamo professionalità anche nelle maestranze. Basti pensare all’opera. Tutte le professioni si integrano. Molte volte le nostre maestranze sono sul confine tra Arte e Mestiere, addirittura simboleggiano tradizioni famigliari irripetibili.</p>
<p>Un esempio: cosa sarebbe il cinema senza i suoi truccatori?</p>
<p> </p>
<p><strong>Il 10 giugno scorso, organizzato dalla CGIL e concluso da Guglielmo Epifani, si è svolto un convegno sul tema dell’emergenza occupazionale: qual è l’analisi della CGIL?</strong></p>
<p>Siamo un settore costretto a procedere all’impronta, un settore in agonia.</p>
<p>Se si tenesse anche conto del fatto che i nostri lavoratori non dispongono di ammortizzatori sociali, essi da intermittenti ed occasionali diventano invisibili.</p>
<p> </p>
<p><strong>Come leggere le analisi e le previsioni economiche presentate da Confindustria nei giorni scorsi  nel settore cultura e spettacolo?</strong></p>
<p>Conveniamo con Confindustria che la crisi non è psicologica ma un fatto fortemente reale che incide sulla spesa e sui consumi materiali e immateriali.</p>
<p>Alcuni indicatori ENPALS e SIAE ci dicono che anche i nostri settori sono in profonda sofferenza.</p>
<p> </p>
<p><strong>Quali proposte per uscire dalla crisi?</strong></p>
<p>Iniziamo con una notizia positiva, poi continueremo con il rosario delle nostre problematiche&#8230; Si è conclusa positivamente l’occupazione di Villa Piccolomini con il provvedimento della Regione che consente di restituirla agli attori. Si è vinta una battaglia di alta civiltà al di là e al disopra di ogni tatticismo.</p>
<p>Occorre pensare per il settore ad ammortizzatori sociali specifici poiché l’estensione sic et sempliciter di quelli tradizionali, pensati per un modello di lavoro industriale soggetto a crisi cicliche causerebbero processi catastrofici di dispersioni professionali non automaticamente riproducibili<strong></strong></p>
<p>Gli artisti, i tecnici e le maestranze dei nostri settori sono lavoratori a cui occorre calzare una politica del lavoro specifica in entrata e in uscita che preveda una <strong>reintroduzione</strong> del collocamento, <strong>soppresso in questi mesi</strong>,… e adeguamenti specifici, come attuati in altri settori (agricoltura, etc.) dopo il protocollo sul Welfare, così come necessita una rivisitazione compiuta sul Sistema Previdenziale, sui temi: massimali, età pensionistica/tersicorei, totalizzazione, riscatto laurea/conservatori ecc.</p>
<p>In embrione ritengo <strong>importantissimo</strong> il percorso fatto sulla Formazione con la Regione Lazio avviando l’elaborazione del Repertorio delle Professioni (Regione capofila nazionale) sulla formazione. Ciò permette di utilizzare in modo finalizzato e <strong>compiuto</strong> gli importanti finanziamenti del Fondo Sociale Europeo visto che i Fondi Interprofessionali lambiscono in modo molto marginale (nonostante i nostri sforzi) i nostri settori. Per i nostri mondi lavorativi (penso alla filiera cinema-audiovisivo) e per i processi innovativi in atto questo è un punto fondamentale e strategico.</p>
<p> </p>
<p><strong>Concludendo?</strong></p>
<p>Concluderei ipotizzando un percorso da mutuare unitariamente.</p>
<p>Credo che di fronte ai processi reali e politicamente indotti nel settore occorra riattivare gli Stati Generali della Cultura e dello Spettacolo con un forte raccordo con le Confederazioni su tutte le battaglie che abbiamo di fronte. E dovremo riprendere i 10 punti del nostro manifesto programmatico, che sono a tutt’oggi attuali.</p>
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		<title>Il mondo dello spettacolo: dal governo un colpo mortale a spettacolo e cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fus]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;AGIS ha diffuso il seguente comunicato: L’industria dello spettacolo esclusa dai provvedimenti anticrisi. Mobilitazione del settore Mentre si accinge ad ospitare il G8, presentando l&#8217;Italia come il paese della cultura e dell&#8217;arte, il Governo assesta un colpo micidiale alla cultura e all&#8217;arte italiane. E’ questa la denuncia di Agis, Anica, Anac, 100Autori che evidenziano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;AGIS ha diffuso il seguente comunicato:</p>
<p>L’industria dello spettacolo esclusa dai provvedimenti anticrisi. Mobilitazione del settore</p>
<p>Mentre si accinge ad ospitare il G8, presentando l&#8217;Italia come il paese della cultura e dell&#8217;arte, il Governo assesta un colpo micidiale alla cultura e all&#8217;arte italiane. E’ questa la denuncia di Agis, Anica, Anac, 100Autori che evidenziano che il Consiglio dei Ministri si è rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fus, Fondo unico dello spettacolo, che avrebbe consentito una  sopravvivenza minima delle attività culturali (teatro, cinema, danza, opera, musica, circhi e spettacoli viaggianti), pur restando l&#8217;investimento pubblico complessivo dell&#8217;Italia il più basso fra quelli dei paesi sviluppati. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e creazione, cruciale in una società avanzata,  ma persino il fondamentale rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo  in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200 mila lavoratori del settore.</p>
<p><span id="more-290"></span><br />
Mentre il Governo si vanta di mantenere gli impegni, in questo caso smentisce i suoi stessi rappresentanti di fronte al mondo della cultura e allo stesso Presidente della Repubblica. Perché solenne è stato l&#8217;impegno a reintegrare i fondi per le attività culturali preso dal ministro Bondi e dal sottosegretario Letta durante la cerimonia di presentazione dei David di Donatello al Quirinale. Talmente solenne da riscuotere l&#8217;approvazione del Presidente Napolitano. Altrettanto impegnative le dichiarazioni del sottosegretario Giro alle Giornate del Teatro di Napoli, sul reintegro del Fus e sulla urgente definizione di una riforma dello spettacolo.</p>
<p>Di fronte a tale prova di ostentato  disinteresse per la cultura e smentendo gli stessi membri del Governo, che delle Politiche culturali  sono i  responsabili, di fronte alla perdita della credibilità da parte degli interlocutori istituzionali, il mondo delle attività culturali condurrà una campagna di denuncia e di mobilitazione per far conoscere la grave situazione e far valere le sue istanze.</p>
<p>Il cinema, la musica, la danza, l&#8217;opera, il teatro, i circhi, gli spettacoli viaggianti italiani producono eccellenze riconosciute internazionalmente e sono parte della cultura mondiale: la loro messa in crisi non è solo un problema nazionale.  Per questo motivo – concludono Agis, Anica, Anac e 100Autori &#8211; il terreno delle iniziative di denuncia e di immediata mobilitazione delle associazioni che rappresentano le attività culturali avrà la più vasta dimensione  internazionale.</p>
<p><em>(1 luglio 2009)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Spettacolo: per Epifani è emergenza occupazione. Rifinanziare il Fus</title>
		<link>http://www.forumcultura.it/2009/06/12/spettacolo-per-epifani-e-emergenza-occupazione-rifinanziare-il-fus/</link>
		<comments>http://www.forumcultura.it/2009/06/12/spettacolo-per-epifani-e-emergenza-occupazione-rifinanziare-il-fus/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 08:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[epifani]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quadro che emerge dal convegno di Roma della Cgil (riportiamo qui di seguito la nota ANSA) è particolarmente preoccupante, proprio per l&#8217;accento che gli organizzatori pongono sugli inevitabili riflessi occupazionali che la crisi del settore finirà per avere. Strategico, come da tempo è chiaro, il rapporto fra industria culturale e turismo, ma necessari anche il rifinanziamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il quadro che emerge dal convegno di Roma della Cgil (riportiamo qui di seguito la nota ANSA) è particolarmente preoccupante, proprio per l&#8217;accento che gli organizzatori pongono sugli inevitabili riflessi occupazionali che la crisi del settore finirà per avere. Strategico, come da tempo è chiaro, il rapporto fra industria culturale e turismo, ma necessari anche il rifinanziamento e la ridefinizione del FUS.</em><span id="more-275"></span></p>
<p>(ANSA) – ROMA, 10 giugno &#8211; Con un convegno a Roma, alla Casa del Cinema, la Cgil denuncia “l’emergenza occupazione nel settore della cultura e dello spettacolo. Il segretario generale, Guglielmo Epifani, argomenta: “Vista la crisi economica e pensando anche al dopo, è ancora più importante mantenere i livelli di investimento nella cultura. Proprio perché questo è un tempo di crisi bisogna spendere meglio e di più&#8243;.</p>
<p>&#8220;Il governo invece &#8211; prosegue Epifani &#8211; opera per tagli indiscriminati e all&#8217;improvviso, determinando così un arretramento dell&#8217;offerta culturale e di spettacolo. Credo dunque che sia necessario, come si è fatto altre volte, convocare una grande riunione, gli stati generali della cultura, tanto più che siamo in Italia, un Paese dove la cultura è strettamente legata al tema del turismo&#8221;. E naturalmente, conclude il segretario Cgil, se più cultura significa più turismo, più turismo vuol dire più occupazione.</p>
<p>Occorre dunque definire meglio e rifinanziare il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). &#8220;La cultura non può farne a meno: altri tipi di finanziamento pubblico (Regioni, enti locali) e privati, sono concorrenti ma non sostitutivi del Fus&#8221;.</p>
<p>All&#8217;incontro hanno partecipato parlamentari, Antonio Borghesi dell&#8217;Idv, Emilia De Biasi del Pd, sovrintendenti di teatro, Sergio Escobar, Francesco Ernani, Francesco Giambrone, produttori cinematografici, Riccardo Tozzi, e il presidente della Siae, Giorgio Assumma.</p>
<p>Il quadro di partenza dell&#8217;insieme di interventi, riferisce l&#8217;Ansa, è che gli indicatori del settore segnalano una crisi strutturale, profonda e generalizzata della produzione culturale nazionale che investe anche la tenuta occupazionale (in questo settore da occasionali si diventa invisibili) e una crisi che investe la qualità e la quantità della produzione e quindi dell&#8217;offerta culturale.</p>
<p>Nei mesi scorsi &#8211; ha spiegato Silvano Conti, coordinatore nazionale Cultura e Spettacolo della Cgil &#8211; nelle iniziative unitarie per contrastare i tagli prima dell&#8217;ultima Finanziaria, i sindacati sono stati in perfetta solitudine: una imprenditoria timida era in attesa di ritagli nelle risorse e le associazioni professionali ripiegate a salvaguardare il proprio specifico.</p>
<p>Oggi &#8211; spiega ancora la Cgil &#8211; quello della cultura è un mondo lavorativo e produttivo messo in liquidazione, salvo interventi straordinari e urgenti. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si è impegnato per l&#8217;ennesima volta a far approvare un provvedimento urgente di reintegro parziale del Fus con risorse derivanti anche dalla porno tax; ma le entità previste per i vari settori sembrano più un tentativo di &#8220;respirazione bocca a bocca&#8221; che non un intervento strutturale. Sono ormai urgenti le leggi di riforma di sistema per lo spettacolo dal vivo e il cinema-audiovisivo, così come non è più procrastinabile la legge sul welfare per le figure artistiche e le maestranze a contenuto artistico.</p>
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		<title>Un appello di &#8220;Politicamente scorretto&#8221; &#8211; Adesione dell&#8217;ATER</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 07:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[appello]]></category>

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		<description><![CDATA[La campagna lanciata dalla rassegna “Politicamente Scorretto” chiede che vengano restituiti alle città e ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura. L’appello, scritto da Carlo Lucarelli, sta ricevendo centinaia di sottoscrizioni, molte delle quali dal mondo della cultura. Politicamente Scorretto, la nota rassegna da sempre attenta alla lotta alle mafie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.politicamentescorretto.org/"><img class="aligncenter" title="bannerappello" src="http://www.politicamentescorretto.org/pages/uploads/images/APPELLO%20PICCOLO.gif" alt="" width="180" height="180" /></a></em></p>
<p><em>La campagna lanciata dalla rassegna “Politicamente Scorretto” chiede che vengano restituiti alle città e ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura. L’appello, scritto da Carlo Lucarelli, sta ricevendo centinaia di sottoscrizioni, molte delle quali dal mondo della cultura.</em><span id="more-269"></span></p>
<p><strong>Politicamente Scorretto</strong>, la nota rassegna da sempre attenta alla lotta alle mafie ideata dall&#8217;<strong>Istituzione Casalecchio delle Culture</strong> in collaborazione con <strong>Carlo Lucarelli</strong>, promuove, con l&#8217;adesione di <strong>“Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”</strong>, un&#8217;importante campagna a sostegno della cultura contro le mafie.</p>
<p>Il testo completo dell’appello è online su <a href="http://www.politicamentescorretto.org"><strong>www.politicamentescorretto.org</strong></a> dove è possibile sottoscrivere la propria adesione per chiedere che vengano restituiti alle città e ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura.</p>
<p>La campagna ha già ricevuto l&#8217;adesione di alcune significative figure della cultura e dello spettacolo come Vincenzo Cerami, Mimmo Calopresti, Maurizio Costanzo, Giancarlo De Cataldo, Enrico Deaglio, Ottavia Piccolo, Sergio Staino.<br />
E’ inoltre sostenuta da importanti enti culturali come ERT Fondazione, Associazione Teatrale Emilia Romagna, Fondazione Istituto Gramsci Emilia Romagna, Cineteca di Bologna, Teatro Ambra Jovinelli di Roma, Teatro Tascabile di Bergamo, Fondazione Unipolis, Fondazione Progetto Legalità. A queste adesioni si stanno via via aggiungendo quelle di associazioni che lottano contro le mafie e quelle di centinaia di privati cittadini, tutti accomunati dal desiderio di promuovere la cultura come unica arma degna di una società civile per affermare valori di giustizia, solidarietà e legalità.</p>
<p>L’appello si inserisce nel dibattito aperto nel mondo della cultura e dello spettacolo sulle ricadute economiche che la crisi in atto sta causando soprattutto su quei soggetti pubblici e privati che con le sole armi della cultura cercano di svolgere anche un compito civile nel nostro paese.</p>
<p>La campagna affonda le radici nella sfida culturale portata avanti dalla rassegna fin dal 2005 e approderà alla quinta edizione di Politicamente Scorretto in programma dal 27 al 29 novembre 2009.</p>
<p>COME ADERIRIE ALLA CAMPAGNA<br />
Basta collegarsi al sito <a href="http://www.politicamentescorretto.org"><strong>www.politicamentescorretto.org</strong></a> dove si può aderire come singoli o, nel caso di enti e associazioni, con sottoscrizioni collettive scaricando l’apposito modulo.</p>
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