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	<title>Forum Cultura &#187; epifani</title>
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		<title>Spettacolo: per Epifani è emergenza occupazione. Rifinanziare il Fus</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 08:39:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il quadro che emerge dal convegno di Roma della Cgil (riportiamo qui di seguito la nota ANSA) è particolarmente preoccupante, proprio per l&#8217;accento che gli organizzatori pongono sugli inevitabili riflessi occupazionali che la crisi del settore finirà per avere. Strategico, come da tempo è chiaro, il rapporto fra industria culturale e turismo, ma necessari anche il rifinanziamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il quadro che emerge dal convegno di Roma della Cgil (riportiamo qui di seguito la nota ANSA) è particolarmente preoccupante, proprio per l&#8217;accento che gli organizzatori pongono sugli inevitabili riflessi occupazionali che la crisi del settore finirà per avere. Strategico, come da tempo è chiaro, il rapporto fra industria culturale e turismo, ma necessari anche il rifinanziamento e la ridefinizione del FUS.</em><span id="more-275"></span></p>
<p>(ANSA) – ROMA, 10 giugno &#8211; Con un convegno a Roma, alla Casa del Cinema, la Cgil denuncia “l’emergenza occupazione nel settore della cultura e dello spettacolo. Il segretario generale, Guglielmo Epifani, argomenta: “Vista la crisi economica e pensando anche al dopo, è ancora più importante mantenere i livelli di investimento nella cultura. Proprio perché questo è un tempo di crisi bisogna spendere meglio e di più&#8243;.</p>
<p>&#8220;Il governo invece &#8211; prosegue Epifani &#8211; opera per tagli indiscriminati e all&#8217;improvviso, determinando così un arretramento dell&#8217;offerta culturale e di spettacolo. Credo dunque che sia necessario, come si è fatto altre volte, convocare una grande riunione, gli stati generali della cultura, tanto più che siamo in Italia, un Paese dove la cultura è strettamente legata al tema del turismo&#8221;. E naturalmente, conclude il segretario Cgil, se più cultura significa più turismo, più turismo vuol dire più occupazione.</p>
<p>Occorre dunque definire meglio e rifinanziare il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). &#8220;La cultura non può farne a meno: altri tipi di finanziamento pubblico (Regioni, enti locali) e privati, sono concorrenti ma non sostitutivi del Fus&#8221;.</p>
<p>All&#8217;incontro hanno partecipato parlamentari, Antonio Borghesi dell&#8217;Idv, Emilia De Biasi del Pd, sovrintendenti di teatro, Sergio Escobar, Francesco Ernani, Francesco Giambrone, produttori cinematografici, Riccardo Tozzi, e il presidente della Siae, Giorgio Assumma.</p>
<p>Il quadro di partenza dell&#8217;insieme di interventi, riferisce l&#8217;Ansa, è che gli indicatori del settore segnalano una crisi strutturale, profonda e generalizzata della produzione culturale nazionale che investe anche la tenuta occupazionale (in questo settore da occasionali si diventa invisibili) e una crisi che investe la qualità e la quantità della produzione e quindi dell&#8217;offerta culturale.</p>
<p>Nei mesi scorsi &#8211; ha spiegato Silvano Conti, coordinatore nazionale Cultura e Spettacolo della Cgil &#8211; nelle iniziative unitarie per contrastare i tagli prima dell&#8217;ultima Finanziaria, i sindacati sono stati in perfetta solitudine: una imprenditoria timida era in attesa di ritagli nelle risorse e le associazioni professionali ripiegate a salvaguardare il proprio specifico.</p>
<p>Oggi &#8211; spiega ancora la Cgil &#8211; quello della cultura è un mondo lavorativo e produttivo messo in liquidazione, salvo interventi straordinari e urgenti. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si è impegnato per l&#8217;ennesima volta a far approvare un provvedimento urgente di reintegro parziale del Fus con risorse derivanti anche dalla porno tax; ma le entità previste per i vari settori sembrano più un tentativo di &#8220;respirazione bocca a bocca&#8221; che non un intervento strutturale. Sono ormai urgenti le leggi di riforma di sistema per lo spettacolo dal vivo e il cinema-audiovisivo, così come non è più procrastinabile la legge sul welfare per le figure artistiche e le maestranze a contenuto artistico.</p>
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